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- IDV Piceno Giovani

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Tanto rumore per nulla. L’atteso vertice di ieri tra Berlusconi e Bossi si è risolto in un nulla di fatto: tutto resta così com’è. Hanno fatto solo ‘ammuina’, come si dice a Napoli. I tempi per l’autoribaltone che Berlusconi cerca da tempo non sono ancora maturi. Anche perché molto difficilmente ci sarebbero stati i tempi per andare al voto entro la fine dell’anno. Un dato però è certo: è imploso un sistema di potere. Questo governo non è in grado di rilanciare il Paese perché è troppo schiacciato sugli interessi personali del premier ed è ormai logorato da anni di frizioni e conflitti interni. Faccisamo un esempio: il tanto sbandierato federalismo, che poteva introdurre elementi di razionalità e modernizzazione nella struttura dello Stato, si ridurrà ad una scatola vuota perché non ci sono i fondi necessari. Forse anche pr questo Bossi ha spinto sull’acceleratore per andare il voto. E non sto a ripetere quanto è sotto gli occhi di tutti: il confronto politico e spesso anche l’attività del parlamento sono stati determinati soprattutto dalle questioni personali del premier sulla giustizia. Questo conflitto d’interessi ha paralizzato l’attività istituzionale. Per far uscire l’Italia da queste secche è necessario un vero rinnovamento che deve partire da un nuovo centrosinistra, come oggi anche Bersani ha detto a La Reppublica. Una tesi, quella del segretario Pd, che ho già espresso diverse volte sul blog. Ora è il momento di concretizzare. A settembre si deve partire per costruire un’alternativa di governo.
www.massimodonadi.it
Senza voler essere ampollosi o retorici si può dire che chi fa il proprio lavoro coraggiosamente, in un sistema che rema contro, è un piccolo eroe dei nostri giorni. In particolare se il lavoro in questione è produrre film di inchiesta, e l’inchiesta che si porta avanti riguarda Silvio Berlusconi e le sue “vicende private” (o meglio, supposte tali); i presenti all’auditorium comunale di S. Benedetto sabato 24 hanno avuto da Franco Fracassi un piccolo assaggio di come la libertà di informare sia rimasta ormai un diritto solo virtuale, una corsa a ostacoli. La sua ricostruzione delle difficoltà con cui “Le dame e il cavaliere” è giunto al pubblico è stata interessante quasi come il film stesso, e forse ancora più preoccupante. E dire che il binomio sesso-potere ha interessato da sempre l’opinione pubblica, e di italiani indignati per i casi Noemi e D’Addario ce ne sono milioni: in condizioni normali sotto casa Fracassi ci sarebbe stata una lunga fila, un’asta o qualcosa del genere per accaparrarsi il diritto di diffondere il lavoro suo e della sua quadra. Invece niente cinema, niente con i distributori di dvd, problemi persino con le edicole e con i corrieri, sebbene il rischio di noie legali sia praticamente nullo, grane persino all’estero, sale misteriosamente non più disponibili. Visto che non si può certo dire che l’opera sia mal fatta o noiosa (anzi, scorre leggera e vivace) ci sono due spiegazioni: in alcuni casi c’è la proprietà diretta o indiretta da parte di aziende riconducibili al premier, per gli altri resta solo la paura. Cosa debba temere chi porta un film nelle sale o chi spedisce un pacco non lo sapremo mai…
L’inchiesta degli autori è durata svariati mesi, il dvd ne è un compendio di quasi due ore. I presenti hanno potuto vedere la parte dedicata principalmente alla ragazza di Casoria e alle elezioni europee (il “ciarpame senza pudore” di cui parla Veronica Lario, le cui parole sono riportate in apertura). Ricostruzioni puntuali, interviste incrociate, notizie vere. Fatti non contestabili, cui fanno da contraltare le tante bugie di propaganda, le tante versioni sulla festa, sul passato di lei, sul rapporto con la sua famiglia, sui tempi. Tra interviste a giornalisti veri (di Repubblica, de L’Espresso, de Il Fatto Quotidiano) e a fidanzati finti, menzogne televisive, coperture, un esilarante Emilio Fede e uno sdraiato Agostino Saccà, quello che viene fuori è chiaro: decide papi, velina o parlamentare fa lo stesso, che a schiacciare un bottone sono bravi tutti, mica serve pensare, come diceva l’ormai noto Verdini a un ex pdl dal dente avvelenato: “tu ce l’hai le tette?”. Riassume tutto in modo lucido e spietato uno di certo non etichettabile come pericoloso sovversivo, Paolo Guzzanti (viene da chiedersi dove abbia vissuto fino a qualche tempo fa): la “mignottocrazia”, scegliere con criteri estetici (se va bene) la classe dirigente da infiltrare nelle istituzioni, svuotandole di ogni peso politico, subalterne al Leader a cui debbono la carriera. E la Politica in tutto questo? A livello nazionale in qualche modo ci si arrangia, ma all’estero? Come passare da un festino ad un seggio al Parlamento Europeo? Ci pensa la “scuola di formazione” di Renato Brunetta, qualche giorno alla lavagna, qualche depliant con le indicazioni per arrivare a Bruxelles e a Strasburgo ed è fatta. Poi quella malvagia Veronica ha fatto saltare tutto, e su trenta (trenta!) ne sono rimaste tre. Dopo essersi sorbite Brunetta, una vera ingiustizia.
Tornando seri, il film è uno spaccato su una morale ormai decadente: ci si indigna sempre meno (dove sono le femministe ora?), l’asticella di ciò che si considera normale si è abbassata così come, andando avanti su questa strada, saranno sempre più deboli le istituzioni di garanzia (una su tutte, il Parlamento). Per finire due parole: anche se “Le dame e il cavaliere” non vi dovesse entusiasmare, considerate che, con la legge in discussione, sarà quasi impossibile realizzare documentari che riportino intercettazioni, atti di indagine o conversazioni registrate; conservatelo quindi come memento.
Idv Piceno Giovani
Alessandro Perfetti
Carissimi,
il 24 luglio 2010, alle ore 21 la sezione giovanile dell’IdV di S. Benedetto del Tronto organizzerà la proiezione gratuita del documentario “Le dame e il cavaliere” presso l’auditorium comunale di S. Benedetto (accanto al Comune).
Dopo la proiezione di parte del documentario, seguirà un dibattito con gli autori che saranno presenti e chiuderà l’evento l’on. Niccolò Rinaldi.
Il documentario è stato censurato in Italia, ma sta riscuotendo un notevole interesse all’estero, soprattutto in Spagna e Svezia.
Un abbraccio,
Il coordinamento giovanile IdV di S. Benedetto.
Per qualsiasi info:
Alessandro: 392.8177692
Marco: 377.4054291
Biglietto aereo
In quest’Italia che durante l’estate altroché se esibisce opulenza volgare - da Palazzo Chigi in giù - ciascuno di noi potrà dedicare a chi vuole quest’”Epitaffio” del laico Giorgio Bassani:
Ben volentieri te lo darei
mio caro un calcio nel
culo
ma ti farebbe
poi male?
1. La carica giusta
Dovremmo andare in vacanza con lo spirito che ha animato la seconda scuola europea IdV a Bruxelles, con quella voglia di stare insieme e vedere l’Europa e di confrontarsi e imparare qualcosa. Tre giorni di dibattiti, avviati in modo poco ortodosso per le gerarchie politiche nazionali: i deputati europei IdV a presentare i frutti dei primi otto mesi di mandato ai giovani del partito, quasi a passare un esame manco facile - ma la delegazione IdV al Parlamento Europeo aveva crediti da basta e avanza. Avvio anomalo anche per le tavole rotonde tematiche, con Enrico Pieri, ultimo sopravvissuto della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema e poi emigrante, che ha preso il cuore di tutti, intervistato dal coordinatore nazionale IdV giovani Rudi Russo, in una sorta di passaggio di consegne, con Enrico anello di congiunzione in carne e ossa, in memoria e volontà, tra un’Europa crudele ormai spazzata via e un’Europa promettente ma pericolosamente addormentata. Poi l’Italia migliore di giudici (Piergiorgio Morosini), giornalisti (Loris Mazzetti), esperti (l’Osservatorio Europeo IdV), creatori (il regista Vullo che ha presentato il suo film sui minatori dallo zolfo siciliano al carbone belga), e giovani (tutti i partecipanti). Chiusura di Leoluca Orlando e grande sforzo organizzativo, e tutto ne valeva la pena: confrontarsi liberi da mozioni e steccati di saperi, significa mettere ciascuno in grado non di iscriversi a questa o a quella conventicola di un partito che si misura sui pacchetti di tessere (abbiamo parlato anche di questo, e non sempre all’unisono), ma a ragionare con la propria testa.
La fame di formazione della politica la si era vista anche il 22 e 23 giugno al corso sulle opportunità europee per gli enti locali per cinquanta amministratori IdV dall’Italia centrale. Tra l’altro hanno potuto conoscere cosa fanno o cosa dovrebbero fare le sedi bruxellesi delle loro regioni (…), e una volta di più si è affermato che l’impegno è anche qualità dei rapporti umani e piacere della curiosità.
2. Duecento imbavagliati al parlamento Europeo
È stata vera commozione durante la simbolica occupazione d’una grande sala del Parlamento Europeo (video), tutti imbavagliati in concomitanza, e in diretta streaming, con la manifestazione nazionale contro la legge sulle intercettazioni. Dieci minuti tirati di espressione viva, di non rassegnazione, con un breve messaggio e un lungo eloquente silenzio, e infine una liberatoria Bella Ciao (insieme all’ANPI e alle forze del centro-sinistra italiano di Bruxelles che avevamo invitato - ma il PD non è venuto). Oltre alla protesta, abbiamo richiesto per inizio settembre un dibattito in plenaria alla presenza della Commissione, così che l’Europa discuta della legge una volta approvata (prima, ahimè, istituzionalmente avrebbe poco da dire).
3. Una visita: predicare bene in viaggio, razzolare maluccio a casa propria
Anche Emma Marcegaglia è venuta al Parlamento Europeo e a Bruxelles ha pure riunito il direttivo di Confindustria - un buon riflesso. Nell’incontro con gli eurodeputati ha azzardato una lezione di europeismo: l’industria italiana è la seconda in Europa, la quinta al mondo, un patrimonio a rischio globalizzazione che chi rappresenta il paese in Europa deve tutelare - per il lavoro, non solo per gli imprenditori; e per affermare l’economia manifatturiera rispetto a quella, più nordica, della finanza, della grande distribuzione, dei servizi. So di cosa parlava la Marcegaglia, avendo preso a cuore alcune questioni delicate in commissione commercio internazionale, come procacciare la visita del commissario De Gucht a Roma con anche un incontro con i vertici di Confindustria, promuovere l’etichettatura obbligatoria di origine dei prodotti (il “made in”), o migliorare le clausole di salvaguardia dell’accordo di libero scambio UE/Corea del Sud. Sulla Corea ho presentato vari emendamenti approvati in commissione e che a settembre andranno alla prova del nove in plenaria: tra l’altro introducendo la possibilità di ricorrere al Fondo di Aggiustamento alla Globalizzazione, uno di quegli strumenti quasi mai usati dall’Italia, e di sospendere dell’accordo anche solo in alcuni paesi UE per alcuni settori (come l’automobilistico, che da quest’accordo sarà penalizzato con un effetto potenziale d’una decina di Pomigliano da chiudere) in presenza di distorsioni del mercato.
Proprio perché ho le mie medagliette, non ho esitato a tirarmi fuori dal coro generalizzato di lodi sperticate verso Condindustria di quasi tutti i colleghi (non Sassoli e Toia del PD, anche loro critici) per ringraziare la Marcegaglia della sua trasferta, ma per ricordare che l’Europa non è una vetrina o una lobby a Bruxelles, è una cultura. Una cultura che richiede da parte di Confindustria un ruolo se non direttamente politico almeno esplicito per contrastare le anomalie italiane rispetto all’UE: gli sprechi del ponte sullo Stretto; le tre piaghe italiane di 50 miliardi annui di corruzione, di evasione fiscale e di sommerso; l’ignoranza di molti piccoli e medi imprenditori sui fondi europei a loro disposizione anche perché le associazioni di categoria non si sforzano nella formazione; la vergogna dello scudo fiscale che tra le altre cose altera le condizioni di concorrenza equa, premiando chi ha evaso rispetto a chi ha pagato le tasse; eccetera. Non voglio arruolare Confindustria nell’opposizione, ma è facile chiedere di difendere gli interessi del manifatturiero italiano e poi assecondare per convenienza o per quieto vivere le nefandezze del governo. Emma Marcegaglia nella sua replica, le va dato atto, ha incassato più d’una tra queste critiche, e levandomi questi sassolini dalle scarpe sentivo fin troppo chiaramente che parlavo a nome di tanti.
4. Facciamolo noi se non lo fanno gli altri
A proposito del nefasto scudo fiscale, non si molla. Insieme a Luigi De Magistris e Giommaria Uggias abbiamo aperto un altro fronte, ponendo alla Commissione, oltre alle questioni già presentate su violazione delle norme anti-riciclaggio, della concorrenza e dell’evasione fiscale, anche quella dell’ammanco di bilancio per le casse dell’UE - l’IVA è fonte di risorse proprie europee. Il nostro ministro del Tesoro prova a raccontarla a tutti, ma cerchiano di non perdere un colpo, come fu anche per la lettera scritta al commissario Barnier prima del suo recente incontro romano proprio con Tremonti.
5. Altra visita: il 3% del 3%
Pare che tutti ora volino in Europa: incredibilmente è arrivata perfino la RAI, il servizio pubblico che a Bruxelles ha alcuni ottimi corrispondenti che sono i primi mortificati per le scelte editoriali dei telegiornali. Ricordo quando ci fu il voto di fiducia sulla Commissione Barroso - tutti i media d’Europa a intervistare in colleghi stranieri, e noi all’asciutto, con nemmeno una parola sui telegiornali del lodevole “servizio pubblico”. Anche a me capita di passare sulla BBC, di partecipare a programmi d’approfondimento di venti minuti su France 24, su LCI o altro, mentre la RAI snobba un po’ tutti.
Del resto, nel contratto di servizio della RAI non figurava mai la parolina “Europa”. Per porvi rimedio con Pancho Pardi si sono presentati degli emendamenti che vincolano l’azienda anche a raccontare di quanto accade oltre le Alpi, e per discutere dell’applicazione del nuovo contratto di servizio si era reso disponibile a incontrare i parlamentari europei il Presidente Garimberti. Sarebbe stata una vera “prima”, ma senza preavviso è stato sostituito da cinque vice-direttori, cosa che ha messo di cattivo umore i deputati. È circolato poi un dato che ha scaldato gli animi: pare che l’azienda dedichi all’Europa appena il 3% dell’informazione politica, che a sua volta costituisce solo il 3% dei suoi programmi. L’apoteosi dell’incontro ha avuto luogo quando ho chiesto delucidazione su due articoli del nuovo contratto RAI, e i vice-direttori hanno detto candidi candidi che loro il contratto di servizio non lo conoscono, non lo leggono, non gli compete. L’umore era già trasversale a tutte le delegazioni politiche, e la riunione è degenerata. Del resto costà per la RAI è dura: l’Europa è uno scontato terreno d’impietoso confronto giornaliero con le altre televisioni.
Che importa. Appena il 70% delle leggi in vigore in Italia è approvato non da camera e Senato, ma dal Parlamento Europeo. Sulla strada di damasco San Paolo si convertì. Sulla strada d’Europa la RAI si conferma.
6. Gli altri Caraibi
Le coordinate geografiche più misere dell’emisfero occidentale corrispondono con Port-au-Prince, capitale di Haiti; e per un’atroce combinazione astrale, proprio in quel punto ha colpito uno dei peggiori terremoti di sempre nelle Americhe. Fu il 12 gennaio, sei mesi dopo comincia la temibile stagione delle piogge cicloniche, e così il viaggio estivo me lo sono fatto con una piccola delegazione di tre parlamentari ad Haiti (video con mio racconto, nessuna immagine del posto purtroppo).
All’ecatombe di 300.000 vittime, seguono tanti altri dati terribili: 1.300.000 persone sono ancora senza casa e vivono ammassate in tende di fortuna in ogni angolo della capitale. Altre seicentomila persone hanno lasciato Port-au-Prince per disperdersi altrove. Su 48.000 funzionari pubblici di Haiti, 18.000 sono morti durante il terremoto, tra cui 400 professori universitari, quasi metà della classe docente del paese.
E i bambini. Nella capitale soltanto il 25% va a scuola. Molti sono oggetto di commerci indicibili; come Parlamento Europeo abbiamo ottenuto una moratoria sulle adozioni internazionali da parte dell’Europa, ma il dramma di Haiti evidenzia la necessità per la comunità internazionale di dotarsi di una task-force permanente dedicata all’assistenza dell’infanzia in occasione di crisi umanitarie. Perché Haiti aggiunge l’incattivirsi di un disastro naturale su bambini che conoscono non solo la violenza fisica e sessuale, ma anche quella - come mi ha detto un sacerdote durante la visita a un orfanatrofio - dei sentimenti, lasciati privi di dialogo e di apertura verso gli altri, e perfino la violenza dello Stato, lontano e indifferente verso i suoi piccoli cittadini.
E allora l’uomo, come sopravvive in questa realtà, accanto alla prospera Dominicana, dirimpetto alle Bahamas, ai paradisi delle Cayman? Non si è restati con le mani in mano - evitate epidemie, acqua potabile e cibo sono distribuiti, le latrine installate. Ma basta, il taccuino dei “più” si ferma quasi qui, insieme all’abnegazione delle tante Croci Rosse al lavoro, delle ong, compresi molti italiani, dell’ufficio umanitario dell’UE - formidabile macchina da guerra. Perché non s’è visto un bulldozer, le macerie non sono ancora rimosse, non c’é traccia di ricostruzione. Sconfortante ascoltare le parole governative, prive di visione e priorità, perché sono soprattutto le elezioni del prossimo novembre ad attizzare gli appetiti; poco edificanti i conflitti sulla gestione degli aiuti, con i soliti dilemmi: europei e ONU intendono coinvolgere i ministeri di Haiti nella ricostruzione, gli USA affidarsi invece a un organismo parallelo e io credo più rapido, ma meno inclusivo delle autorità locali.
Ma allora, finito il primo spavento in questo paese dove in ogni angolo libero ci s’imbatte ovunque in tende, in un pigia-pigia di umanità che nonostante tutto si attacca alla vita, come uscire dalle geremiadi e cosa proporre?
- Attuare la EU FAST, il sistema unitario di Protezione Civile UE (per giunta già previsto) che vada oltre le 27 singole protezioni civili dei paesi membri e permetterebbe ben altro coordinamento e ottimizzazione delle risorse.
- Definire subito priorità di ricostruzione chiare, anche affidando i lavori a un’autorità alternativa ai traballanti ministeri.
- Ricordarsi di Haiti e sapere comunicare le sfide della ricostruzione. Investire 1€ nella comunicazione può farne arrivare altri cinque, purché ci si doti da parte delle agenzie internazionali d’una comunicazione che spieghi ai cittadini del mondo (ogni parrocchia ha raccolto la sua colletta per Haiti) cosa viene fatto o perché non viene fatto, in modo da stimolare una globalizzazione dell’organizzazione degli aiuti che sia il seguito alla globalizzazione della pietà e della solidarietà delle prime settimane.
6. Un’ora d’aria, un’ora giornata di non sole
Se il culmine vacanziero dell’estate è il fatidico Ferragosto, lo sarà anche politicamente, trascorrendolo in visita alle prigioni. L’anno scorso lo passai al minorile di Firenze e all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo. Quest’anno dovrebbe essere, insieme a Carla Casciari, neo-assessore della Regione Umbria con delega anche per le prigioni, per il carcere di Spoleto, e quello di Perugia. Carcere quale zona dura umanamente, zona tagliata fuori dalla linfa della democrazia partecipata - i carcerati elettoralmente contano niente - colpita dall’ennesima anomalia italiana, perché da noi sono in troppi i reclusi in attesa di giudizio. La politica è capace solo degli inutili provvedimenti svuotacelle, incapace di investire nel recupero di questo pezzo di cittadini, mentre la prova cruciale per ogni civiltà è proprio nel saper fare i conti con coloro che sono caduti, caduti sotto ogni punto di vista.
7. Mare, anzi maretta - meglio una festa
Estate anche col rito degli ultimi congressi da celebrare. Talvolta i congressi s’avvitano su se stessi e in alcune regioni hanno fomentato malumori che sono rimbalzati fino a dentro la delegazione IdV al Parlamento Europeo, altroché. Non ignoro il problema del difficile equilibrio tra tessere e apertura, tra regole e vitalità, è una conversazione che dura da secoli e visti alcuni pasticci, per fortuna circoscritti, guai a chi scaglia la prima pietra - per esempio sulle risse intra-PD - siamo capaci di essere un bell’esempio? Con l’autunno ci sarebbe da mettere mano allo statuto di un partito che non deve assomigliare agli altri. Nel frattempo, la lezione d’oro è sempre quella di fuggire come la peste ogni rischio di conventicole pseudo-correntizie e di lavorare, col buon umore che forse solo la consapevolezza di fare una cosa giusta può dare.
Sarà allora l’estate dell’ultimo sforzo per le firme referendarie e anche di quegli amici e amiche che subito dopo trovano la voglia di organizzare feste di partito (le vorrei tutte per parlare della manovra finanziaria alternativa IdV, che va fatta conoscere, perché offre la speranza ragionevole che a ogni male c’è una soluzione), perché ormai ci hanno preso gusto.
Niccolò Rinaldi
Deputato al Parlamento europeo
Vice Presidente del Gruppo ADLE - Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa
Capo delegazione dell’Italia dei Valori
Lo scorso 24-25-26 Giugno si è svolto a Treia, l’incantevole borgo medievale del Maceratese, la prima dizione del Festival del Lavoro, organizzato dall’Ordine Nazionale dei Consulenti del Lavoro. Per tre giorni giuslavoristi, politici, imprenditori, rappresentanti delle parti sociali hanno parlato di lavoro analizzandolo in tutte le sue forme con convegni, tavole rotonde, interviste, che hanno avuto una grande risonanza mediatica sia a livello Regionale ( servizi su quotidiani, TG 3) che Nazionale ( trasmissione RAI 1 con Pino Insegno). La presenza di importanti rappresentanti (Tiziano Treu, Ignazio Marino, Ferruccio De Bortoli, Mario Baldassarri, Cesare Damiano, Andrea Vianello …) del mondo accademico, del giornalismo sia cartaceo che televisivo hanno dato modo di approfondire le tematiche più diverse. Alcuni titoli :” Empatia ed autoefficacia nel colloquio di lavoro”, “Le opportunità fornite dal lavoro accessorio”, “Le pensioni domani:cicala o formica?”, “Le misure contro il lavoro sommerso”, “Etica del lavoro e la responsabilità sociale delle imprese”, “ La manovra economica. Gli impatti sull’occupazione” solo per citarne alcuni.
Tra gli incontri in programma c’è stato nella giornata di venerdì 25, anche quello su “Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” che ha visto la partecipazione di Carla Capriotti (Revisore Consiglio Provinciale dell’Ordine dei CDL di Ascoli Piceno), Palma Del Zompo (Consigliere Comunale alle Pari Opportunità del Comune di S. Benedetto del Tronto), Daniela Bianchi ( Titolare del laboratorio BioAesis di Jesi). Si è parlato della applicazione dell’art. 9 della legge 53/2000 che finanzia , su incipit del Ministero della Famiglia, progetti volti proprio alla conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, finanziando progetti di part-time, tele-lavoro, banca delle ore, riqualificazione e formazione di lavoratori dopo periodi di congedo parentale, sostituzioni di titolari d’impresa , etc. Progettualità che sono state oggetto di un Protocollo d’intesa , volto a favorirne la diffusione e la conoscenza, firmato nel gennaio dello scorso anno proprio su iniziativa dell’amministrazione sambenedettese. Il Lavoro , la sua mancanza, la sua precarietà, è davvero la prima emergenza del nostro territorio e del nostro Paese, oggi più che mai. In particolare l’occupazione femminile, al 47% in Italia (con percentuali molto inferiori nel Meridione), che ci vede in fondo alle graduatorie d’Europa, dopo di noi solo Malta. Questa è stata una splendida occasione per approfondire queste tematiche nel tentativo di fornire strumenti utili al superamento delle criticità che inevitabilmente le accompagnano.
Palma Del Zompo
Focus IDV del 25-06-2010 (clicca per leggere o scaricare)
Sommario:
BRANCHER: DI PIETRO, DOPO NOTA COLLE DIMISSIONI SUBITO IDV PRESENTERA’ MOZIONE DI SFIDUCIA
GOVERNO: DI PIETRO, BRANCHER CHIESE NOMINA PER EVITARE PROCESSO
FONDAZIONI LIRICHE:DI PIETRO,CONTINUEREMO A BATTERCI CONTRO TAGLI
FIAT: DI PIETRO, DA POMIGLIANO PUO’ CROLLARE DIGA DIRITTI
FIAT: DI PIETRO A NAPOLI, IMPRESA NON PUO’ PRODURRE SCHIAVI
SCIOPERO CGIL: DI PIETRO, GOVERNO SORDO PER ENTI LOCALI LEADER IDV A MANIFESTAZIONE NAPOLI
MANOVRA: DI PIETRO “MECCANISMO CHE PENALIZZA ITALIANI ONESTI”
BRANCHER. IDV: CHIEDIAMO DI SOTTOSCRIVERE NOSTRA MOZIONE SFIDUCIA
LIRICA: BELISARIO (IDV), DIFENDIAMO CULTURA ITALIANA E PRECARI. DECRETO PESSIMO, PURTROPPO LO DICIAMO SOLO NOI
Sciopero Cgil, Belisario: Manovra e’ dannosa, da macelleria sociale
MANOVRA: IDV, PARTIRE DA LOTTA A EVASIONE E CLASSI PRIVILEGIATE
ENTI LIRICI, LI GOTTI (IDV): UNICI CONTRARI A INUTILE FORZATURA CAMBIO CALENDARIO
BRANCHER. LI GOTTI: LA RUSSA DICE CORBELLERIE URBI ET ORBI
NUCLEARE:EVANGELISTI (IDV),CI OPPORREMO A QUESTO BUSINESS DANNOSO
….
Focus IDV del 11-06-2010 (clicca per leggere o scaricare)
Sommario:
INTERCETTAZIONI: DI PIETRO, OCCUPEREMO ANCHE LA CAMERA SE CONSULTA E NAPOLITANO NON BLOCCANO LEGGE, SARA’ REFERENDUM
COOPERAZIONE: DI PIETRO, ITALIA FANALINO DI CODA PER AIUTI ALLO SVILUPPO. LEADER IDV INTERVISTATO DA ACTIONAID ALLA VIGILIA DEL RAPPORTO SULLA POVERTA’
ITALIA E LOTTA ALLA POVERTA’ NEL MONDO, ACTIONAID INTERVISTA DI PIETRO ROMA
INTERCETTAZIONI: DONADI, CAMERA ULTIMA SPIAGGIA COERENZA FINIANI
INTERCETTAZIONI: DONADI, BARRICATE.CAMERE UNO DEI CAMPI BATTAGLIA
INTERCETTAZIONI: BELISARIO, SENATORI IDV A LUTTO CONTRO LEGGE BAVAGLIO
MANOVRA: BELISARIO (IDV), CI PREPARIAMO A SCONTRO DURO IN SENATO. DOMANI IN PIAZZA CON LA CGIL
INTERCETTAZIONI. IDV: CONTRO DDL BATTAGLIA CONTINUA ALLA CAMERA
INTERCETTAZIONI. IDV: STRACQUADANIO DIPENDENTE PREMIER IGNORANTE
INTERCETTAZIONI: FORMISANO (IDV), SI’ A DDL E’ FRATTURA SCOMPOSTA CON IL PAESE
INTERCETTAZIONI, EVANGELISTI (IDV): ATTACCO AD ATTIVITA’ D’INDAGINE
MANOVRA. BORGHESI (IDV): BENE CONFINDUSTRIA, CAMBIAMO MISURE
INTERCETTAZIONI: PARDI, INAUDITE PAROLE FEDE. SOLIDARIETA’ A NATALE.
Rai, Pardi (Idv): I tg non possono pagare i costi della crisi Roma
INTERCETTAZIONI, DE MAGISTRIS A BERSANI: PIAZZA UNICA CENTROSINISTRA
CALABRIA: DE MAGISTRIS (IDV), REGIONE PARADISO DELLE ECOMAFIE
Carissimi,
sono lieto di comunicarVi che il congresso della provincia di Ascoli Piceno è convocato per domenica 13 giugno 2010 ore 10,00 presso la Sala Bachelet, piazza Bachelet Stella di Monsampolo del Tronto con il seguente alle
ORDINE del GIORNO
- elezione del coordinatore e del coordinamento provinciale della Provincia di Ascoli Piceno
PROGRAMMA
Ore 10.00 insediamento dell’Ufficio di Presidenza del congresso costituzione seggi elettorali
Ore 10,15 saluto del Presidente dell’assemblea garante del congresso (On. Carlo Costantini)
Ore 10,30 saluto delle autorità e dei segretari di partito presenti;
Ore 10,50 intervento del coordinatore Provinciale;
Ore 11,00 esposizione di mozioni, con relative candidature corredate della lista dei candidati del coordinamento Provinciale – dibattito;
Ore 12.30 apertura seggi;
Ricordo che possono partecipare alla fase congressuale territoriale gli iscritti al partito secondo le regole già fissate e approvate dal congresso nazionale e dal regolamento adottato dall’Ufficio di Presidenza dell’11 maggio 2010:
- i nuovi iscritti 2010 (non iscritti nel 2009) in regola alla data del 29 marzo 2010
- i vecchi iscritti 2009 che hanno rinnovato la quota 2010 e consegnato il modulo di iscrizione entro il 30 aprile 2010
- gli eletti e gli amministratori in regola con la quota di adesione e con il modulo di iscrizione al 30 aprile 2010.
- non c’è delega
Le candidature a coordinatore provinciale, correlate da una lista di candidati in numero pari ai componenti previsti per il coordinamento provinciale (n.12), vanno presentate al Presidente dell’assemblea congressuale (ovvero al garante per il congresso) entro le ore 12.00 del giorno precedente il congresso presso la sede provinciale dell’IDV di Colli del Tronto Via Salaria 179.
Le candidature a coordinatore provinciale devono essere sottoscritte da un minimo di 20 partecipanti al congresso provinciale.
Cordialmente.
Il coordinatore Provinciale
Andrea Cardilli
In meno di due ore, stamattina, il presidente del Consiglio ha dato il meglio di sé, cioè il peggio per il Paese.
Nel leggere le agenzie di stampa sembrerebbe di trovarsi di fronte ad una escalation di follia simile a quella del film del regista Joel Schumacher (“Un giorno di ordinaria follia”-1993).
Ma ripercorriamo le tappe:
Ore 11:47 (fonte Ansa) - “Da ministro dello Sviluppo economico posso dire che se la Rai non cambia e non smette di essere così faziosa contro la maggioranza sono quasi quasi tentato di non firmare il contratto di servizio pubblico“.
Ore 12.27 (fonte Asca) - “Oggi la sovranità non è più del Parlamento, è passata a una corrente della magistratura e ai suoi pm che attraverso la Corte Costituzionale abrogano le leggi che non gli piacciono. E’ uno sfogo? No, è la realtà”
Ore 12:39 (fonte Agi) - “Ho detto agli uomini della Protezione civile di non andare in Abruzzo o almeno di farlo senza insegne, senza rendersi riconoscibili. Dopo l’apertura di quel fascicolo c’è il rischio che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile, gli spari in testa“.
Ore 12:50 (fonte Adnkronos) - “In Italia Il presidente del Consiglio non ha nessun potere. Potevo al massimo stabilire l’ordine del giorno del Consiglio dei ministri, ma l’ho delegato a Gianni Letta e non mi è rimasto nemmeno quello”.
Ore 13:05 (fonte Sky Tg24) - ”Mettetevi per qualche minuto nei miei panni, aprite un giornale e accendete la tv pensando di chiamarvi Berlusconi, di essere me. Se dopo dieci minuti non vi viene la nausea mandatemi una lettera dicendomi che ho torto. Comunque resistiamo”.
Ore 13:21 (fonte Ansa) - ”In questa manovra sono stati chiesti pochi sacrifici e tra le categorie interessate c’è stata quella degli impiegati pubblici perché loro hanno visto aumentare i loro stipendi quasi del doppio rispetto ai privati”.
Con queste dichiarazioni direi che ogni commento è superfluo. Tuttavia, visto che il soggetto in questione ricopre la carica di Presidente del Consiglio, una riflessione è doverosa: è in salute mentale il Premier della Repubblica italiana? Quali rischi corriamo nel tenere una persona che dimostra di non essere nel pieno delle sue facoltà mentali in quella posizione?
Le dittature, nei Paesi che le hanno vissute, spesso non si sa nemmeno per quale ragione e in quale contesto siano maturate, i cittadini se le ritrovano in casa e basta. Di queste sappiamo che volgono al termine con il delirio di onnipotenza del dittatore, accompagnato da gesta e dichiarazioni spesso prive di significato. E qualche volta anche di natura violenta.
Diciamo che, con le affermazioni di oggi, è chiaramente riconoscibile la fase terminale del regime Berlusconi. Ora chi ha a cuore il Paese deve adoperarsi affinché questa sua parabola del declino produca meno danni possibili alla Nazione e alla popolazione.
Sono maturi i tempi affinché l’Italia si butti alle spalle questa brutta pagina di storia: quella del berlusconismo.
Cari amici,
la presente per informarvi che la presentazione del libro del Presidente “Ad ogni costo” si terra’ il 7 giugno a San Benedetto del Tronto presso la sala comunale alle ore 19.
Con l’occasione verranno allestiti banchetti per la raccolta firme.
Cordiali saluti
Andrea Cardilli
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Quali sono le priorità della nostra provincia ? (max 3 risposte)
- Economia e Lavoro (82%, 50 Votes)
- Ambiente (38%, 23 Votes)
- Sanità (34%, 21 Votes)
- Innovazione (33%, 20 Votes)
- Turismo (25%, 15 Votes)
- Trasporti (18%, 11 Votes)
- Istruzione (16%, 10 Votes)
- Cultura (15%, 9 Votes)
- Altro (segnalateci cosa) (7%, 4 Votes)
Total Voters: 61
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