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Un giorno vennero a prendere me…
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perché io non sono comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertolt Brecht
Che c’azzecca col “messaggio culturale positivo” il dare dello “sfigato” a chi non si laurea entro i 28 anni?
Già quando Martone affermò che gli era solo bastato inviare il proprio curriculum a Catricalà per fare il viceministro del Lavoro mi suonò abbastanza “curioso”… ma questa è davvero insuperabile.
In un Paese in cui un giovane su cinque non lavora, in cui i cd. NEET tra i 15 e i 29 anni sono più di due milioni (dati Istat), in cui solo il 74% delle borse di studio viene erogate, soprattutto grazie allo sforzo delle Regioni, simili affermazioni stonano e preoccupano.
Sicuramente vi sono dei ritardi rispetto alla media europea per quanto riguarda l’età del conseguimento della laurea, ma questo non giustifica simili esternazioni.
Soprattutto perchè i tempi post lauream per trovare un impiego retribuito (e non uno stage gratuito) in Italia sono lunghi e spesso infruttuosi.
Il viceministro si impegni ad attivare politiche per il lavoro, per far ripartire la crescita, per combattere la disoccupazione, in primis giovanile. Faccia ciò per cui è stato “chiamato”.
Dopo i bamboccioni e i fannulloni, adesso gli sfigati. Mai una parola che vada contro le raccomandazioni, però.
Passano gli anni, i governi si susseguono, mutano i volti ma non sembra cambiare un brutto vizietto che torna puntualmente: quello di scaricare sui giovani, ignorati e bistrattati, mali di cui altri hanno la pesante responsabilità.
Alessandro Marini
resp.le prov.le giovani IdV Piceno
«La soluzione sulla scuola è frettolosa e dettata da eccessiva esigenza di visibilità»
Folignano – “E’ impensabile che il sindaco di Folignano, Angelo Flaiani, possa concertare la costruzione di una nuova scuola elementare solo interpellando le delegazioni comunali dei partiti di maggioranza (PD, PDL e UDC).
La concertazione in primis deve essere realizzata con la popolazione di Folignano e in secundis, a seguito delle richieste emerse dai cittadini, è possibile concertare con i diversi partiti che sono a servizio della popolazione stessa. Questa è democrazia, questa è partecipazione della collettività. Nonostante le diverse richieste da parte dei cittadini di essere coinvolti a partecipare e condividere il progetto per la costruzione della scuola, l’amministrazione comunale di Folignano ha tirato dritto senza battere ciglio. Visto che l’edificazione di una scuola è un momento importante per tutta la comunità non si può lasciare il progetto solo alle scelte della sfera politica. Inoltre, si sottolinea che il Comune di Folignano si appresta ad effettuare un mutuo di 2,3 milioni di euro, ma lascia le scuole dell’infanzia nei garage quando vi è un project financing, presentato da stimate imprese locali che vogliono partecipare a successive e trasparenti procedure amministrative attraverso gara d’appalto, che con soli 2,6milioni di euro sono in grado di realizzare un intero plesso scolastico comprensivo di una scuola elementare e di una per l’infanzia. Per l’IDV la soluzione del sindaco di Folignano sembra una scelta frettolosa e dettata da eccessiva esigenza di visibilità che nulla a che fare con la necessaria prudenza e compiutezza da dare all’opera pubblica, in un Comune in cui le opere incompiute sono ben note, quali Belvedere, Cecabiocche e Centro Case di Coccia”.
Andrea Cardilli – resp.le prov.le IdV Piceno
“Ora mobiliteremo le piazze, per opporci al regime dentro e fuori le aule parlamentari. Questo Parlamento non ha più nulla da dire e bisogna andare al più presto a elezioni con una proposta alternativa”. Inizia così l’intervista di Di Pietro di oggi su ‘La Repubblica’.
Di Pietro, non le sembra sopra le righe, irrispettoso, il suo attacco al presidente Napolitano?
In democrazia nessuno può essere esente da critiche. E le persone che hanno raccolto le firme, rinunciando alle ferie? Un milione e duecentomila sono state le firme raccolte. Anche loro meritano rispetto. Mentre la Consulta va a trovare il capello nell’uovo per impedire l’esercizio di un diritto costituzionale quale è il referendum. Così si rischia di allontanare la credibilità delle istituzioni, privando i cittadini di un loro diritto, di svolgere cioè il referendum. E’ una giornata amara per lo stato di diritto, nella quale il Parlamento si è anche trasformato in assemblea criminale con il salvataggio di Cosentino, grazie alla solita compravendita.
Lei denuncia una decisione politica, voluta dal Quirinale per evitare di accorciare la vita al governo Monti con un referendum a giugno. Non le sembra di delegittimare la Corte e di parlare come Berlusconi?
Questa è una provocazione. I rapporti con Berlusconi non li avevo io, bisogna chiedere a qualche giudice della Consulta che ci andava a cena. Napolitano avrebbe il dovere di accertare di più e meglio cosa è successo: i giornali annunciavano con dovizia di particolari sia la bocciatura che le motivazioni di tipo politico e non giuridico. E’ deprimente che se la prendano con me, che ho speso anima e corpo e finanze nella raccolta delle firme per il referendum. Sono amareggiato e sconfortato, mentre non c’è una parola nei confronti di chi aveva già deciso come andava a finire.
Quale sarebbe la ragione politica di questa bocciatura?
E’ di non disturbare il manovratore.
Cioè Monti?
Di non disturbare il sistema dei partiti. L’anomala maggioranza Pd-Pdl-Terzo Polo non vuole che il corpo elettorale dia un’indicazione, proprio perché verrebbe meno il potere di disporre di candidature, alleanze e lottizzazioni.
Una riforma elettorale si farà?
O non si fa per niente, ed è gravissimo perché il 99,99 per cento degli elettori sono inorriditi per l’esito della decisione della Corte. Oppure il Porcellum sarà cambiato ad uso dei partiti.
Ma lei vuole sedersi al tavolo con Pdl, Pd, Udc, Fli e Api per cambiare la legge elettorale?
Io credo in un sistema che permetta di sapere, prima di andare a votare, quale sarà la coalizione, quale il programma e quale strada il futuro governo intende seguire. Se invece si vuole qualcosa di diverso, sedersi solo per fare numero, non mi interessa.
Quindi teme questa sentenza, e teme che tra qualche giorno le motivazioni possano mettere in discussione il maggioritario?
Non è che temo, non accetto l’idea che nel 2013 si impedisca ai cittadini di scegliere il sistema elettorale: è un atto di antidemocrazia, una lesione del diritto. E l’IdV è per il bipolarismo.
Lei annuncia una manifestazione. A quando la piazza?
Ci organizzeremo. Regime significa mancanza di rispetto della volontà popolare. Il sistema dei poteri forti non vuole essere disturbato. Ed è questo che va contrastato.
Un si senza condizioni quello dell’Italia dei Valori alla fiaccolata del 14 gennaio contro l’impianto di stoccaggio del gas.
Ci siamo battuti fortemente in ogni sede contro questa possibilità, riuscendo anche a far passare un ordine del giorno in Provincia, al quale si sono accodati anche il PdL, Rifondazione, il Map e le altre forze presenti in Consiglio, Partito Democratico escluso.
E a breve avremo un confronto in Consiglio regionale che auspichiamo blocchi definitivamente il progetto.
Raccogliamo con piacere l’invito fatto dal Comitato ad una partecipazione il più ampia possibile, che coinvolga tutti gli schieramenti e le forze politiche.
Alcuni presidenti di quartiere ci hanno espressamente richiesto la nostra presenza, cui risponderemo con entusiasmo e convinzione.
Non ci appartiene il continuo attendismo di questi ultimi tempi, che rischia solo di pregiudicare il benessere e la vita dei sambenedettesi e di tutti i cittadini piceni (e non solo).
La giovanile IdV e tutto il partito piceno si uniscono all’invito alla massima partecipazione, ricordando che è possibile firmare la diffida proposta dai Comitati anche contattando i nostri referenti sul territorio.
Per un partito che fa della propria forza la piazza e il continuo contatto coi cittadini, dopo i successi referendari, le proposte di iniziativa di legge e le molteplici manifestazioni, un appuntamento simile è immancabile.
Andrea Cardilli – resp.le prov.le IdV Piceno
Alessandro Marini – resp.le prov.le Giovani IdV Piceno
A volte è davvero difficile capire la Politica
Da un lato la Regione Marche, il Presidente Spacca in primis, dice di non voler penalizzare l’Area Vasta 5 ( la nostra )…ma dall’altro rimanda alla disponibilità Ministeriale la possibilità di istituire l’Azienda Unica Marche Sud e/o la fattibilità di nuove strutture.
Da un lato l’assessore Canzian, con delega al Piceno, sollecita alla compattezza del Partito Democratico, dall’altro il consigliere Perazzoli si vede bocciare l’emendamento che aveva proposto la rapida istituzione dell’Azienda Unica.
Insomma quello che si capisce ormai da tempo, tra le righe di questi comportamenti obiettivamente un po’ schizofrenici, è che la Sanità della nostra zona è in grande sofferenza, quella di S. Benedetto in particolare, per il ritardo di investimenti in risorse tecniche, umane, organizzative, ritardi che si dispera vengano colmati in tempi brevi.
Alla riunione sui temi della Sanità, organizzata recentemente dal Partito Democratico a Villa Picena lo scorso 15 dicembre, era stridente la preoccupazione che traspariva dagli interventi dei tecnici ( primari, infermieri, amministrativi) e le parole fumose dietro cui si nascondevano sia il Presidente della commissione Sanità, Francesco Comi, che lo stesso segretario regionale Ucchielli.
Il dr. Marinucci, primario della Radiologia di Ascoli si rammaricava di non avere una Tac ad alta risoluzione, adeguata alle necessità dell’Emodinamica ( tac presenti anche in tutte le altre aree vaste), e non era certo neanche che si rinnovasse il contratto, in scadenza, per l’assistenza di tutta la sua strumentazione, mentre Comi rivendicava gli investimenti della Regione destinati alla Medicina Predittiva e Molecolare… come se ci fosse chi va in Ferrari e chi con la bicicletta..
Oppure chi lamentava la carenza cronica di personale ( a S. Benedetto sono in scadenza i contratti di 50 infermieri , per non parlare delle carenza di organico nei vari raparti, a partire dalle figure primariali) e i vertici che ribadivano la necessità di ulteriori risparmi anche sul turn-over del personale.
Ma aver chiuso tanti piccoli ospedali (ancora presenti in gran numero nel pesarese), aver risparmiato sulla spesa farmaceutica (siamo la zona più virtuosa) a cosa è servito?
Forse ho capito, faccio una ipotesi: il nostro ospedale diventerà una grande “Casa della Salute”( piacevano tanto all’ex ministro Fazio), una sorta di Pronto Soccorso allargato, le strutture private eseguiranno i ricoveri e gli interventi di elezione programmabili ( un ex-direttore diceva che lì costano di meno che nel Pubblico), l’Ospedale di Ascoli diventerà l’Ospedale di Area Vasta e la nuova struttura sognata ed agognata rimarra’ il sogno nel cassetto del Piceno
Con buona pace delle aspettative di tutti…
Palma Del Zompo
responsabile provinciale donne IdV
“Domani in Provincia potremmo ottenere un grandissimo risultato, per quanto riguarda la mancata costruzione del contestato impianto di stoccaggio del gas a San Benedetto” afferma Alessandro Marini, responsabile provinciale giovani IdV. “L’ordine del giorno che il capogruppo Cardilli ha presentato impegna la provincia ad ostacolare con ogni mezzo e in ogni sede lo stesso e ci auguriamo il sostegno di tutte le forze politiche. Che siano messi da parte gli interessi di parte e si ascolti la cittadinanza”.
Prosegue Andrea Cardilli: “Il malcontento che si respira a San Benedetto è palese e gli ultimi deplorevoli episodi ne sono la prova: esprimiamo la nostra solidarietà al consigliere Pd Pasqualini per l’aggressione recentemente subita, ma rimaniamo fermamente convinti che quest’opera non s’abbia da fare. Ci stiamo muovendo anche a livello nazionale e l’ordine del giorno che ho portato all’attenzione del Consiglio provinciale che si riunirà domani è solo il primo importante tassello di un percorso.”
“Confidiamo nella presenza di molte persone, che ci auguriamo vengano e ci sostengano con la loro vicinanza.
Come IdV Piceno stiamo ricevendo attestati di stima e sollecitazioni a non fermarci che non possiamo ignorare e che ci danno forza.
L’appuntamento è per domani dalle ore 15,00 presso la sala consiliare provinciale. Del resto, come il buon Gaber ricorda, libertà è partecipazione”.
Andrea Cardilli – resp.le prov.le IdV Piceno
Alessandro Marini – resp-le prov.le giovani IdV Piceno
Nella manovra sembra essere scomparsa la norma sulla liberalizzazione dei taxi. Attorno a questo tema aleggia il mistero. Il Presidente Monti, che è noto negli ambienti istituzionali per il suo carattere “liberal”, sembra essersi arreso di fronte alla casta dei tassisti. La cosa è ancora più strana se si pensa che il Sottosegretario De Vincenti, non più tardi del 2005, in un interessantissimo libro dal titolo “Le virtù della concorrenza”, lodava le cd. liberalizzazioni ben temperate nel settore del servizio taxi. Mi chiedo come sia possibile che in Italia si cambi tutto per non modificare nulla. Se ci fossero più taxi, il servizio costerebbe meno, le persone lo utilizzerebbero maggiormente e dal punto di vista della sicurezza le donne si sentirebbero più libere di uscire la notte senza il pensiero di essere aggredite. A Parigi, ad esempio, il Comune incentiva l’uso dei taxi la notte, soprattutto per le donne. Il contrasto alla violenza e agli stupri è evidentemente un provvedimento umano e sociale da un lato e vantaggioso economicamente dall’altro, perché ogni comune investe molti fondi in strutture che assistono le donne vittime di violenza. Dietro una semplice liberalizzazione esistono aspetti umani e sociali che spesso vengono trascurati per lasciare il posto agli interessi particolaristici. Come l’Italia può presentarsi davvero come un Paese globale se teme il mercato?
P. Bugnano
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